Report Convegno 8 giugno ‘18

Il Convegno “Cannabis Terapeutica – Stato dell’arte, applicazione e possibili sviluppi” che si è tenuto venerdì 8 giugno è stato un successo. Una nota positiva, la presenza in sala di un pubblico eterogeneo: pazienti che si curano con la cannabis, altri che attendono una prescrizione, pazienti interessati ad approfondire l’argomento, studenti universitari, persone anche anziane, desiderose di conoscere meglio l’argomento, nonché diversi addetti ai lavori.

L’affluenza, nonostante gli scioperi, è stata importante; in merito a questo, vorrei spendere due parole per i nostri amici pugliesi, ai quali è stato annullato il volo dalla compagnia aerea Ryanair, la sera prima della partenza. Quando c’è un obiettivo ed il desiderio di realizzarlo è talmente forte da superare qualsiasi ostacolo, niente e nessuno ci può fermare! Svanita l’opportunità di poter viaggiare in aereo, giovedì notte hanno deciso di percorrere lo stivale on the road con la macchina pur di non mancare all’evento. Per questa coerenza e correttezza nei confronti di tutti noi, non finiremo mai di dirvi GRAZIE!

Le relazioni hanno offerto numerosi spunti di riflessione. È stato importante poterci confrontare con il Dr Giorni (Responsabile del Settore Assistenza Farmaceutica, Integrativa e Protesica della Regione Piemonte), che purtroppo è dovuto andare via subito dopo l’intervento, ma la sua disponibilità e predisposizione al dialogo ed a collaborare, ci fa ben sperare per il futuro prossimo.

L’impegno preso per quanto riguarda l’autorizzazione del vaporizzatore per chi lo utilizza a scopo terapeutico è un ottimo risultato, visto che molti pazienti non possono assumere tabacco per problemi respiratori o sono da sempre non fumatori. Le domande e le riflessioni emerse dal confronto con i relatori, offrono un quadro non certo esaltante.

Attualmente solo in 11 regioni italiane è possibile ricevere una prescrizione di cannabis a scopo terapeutico e non in tutte è rimborsabile dal Sistema Sanitario Nazionale. Altro grosso problema, non è garantita ai pazienti la continuità della cura. I quantitativi prodotti dall’Istituto Chimico Farmaceutico di Firenze, e quelli importati dall’Olanda e dal Canada, non soddisfano il fabbisogno e molti pazienti non ricevono la terapia mensilmente. Sono state proposte dal pubblico in sala, diverse soluzioni atte a sopperire tali mancanze: la strada è lunga e piena di difficoltà, ma da un Paese che potrebbe essere al passo con gli altri paesi Europei, con il Canada e gli USA, ci si aspetta molto di più.

Come più di un relatore ha sottolineato, in questo momento occorre unione: è importante che le Associazioni, collaborino con tutte le altre per raggiungere obiettivi comuni.

È necessario che i medici si formino e si aggiornino per poter prescrivere, è fondamentale riuscire a dialogare con chi occupa ruoli istituzionali che regolamentano tutto l’iter procedurale che dalla prescrizione porta alla fornitura di cannabis terapeutica. 

Uniti si vince: da oggi, ogni giorno un po’ di più!

Lucia Garramone

Segreteria A.P.S. SEMINIAMO PRINCIPI

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